Mercoledì 19 Gennaio 2022

COME TI SOSPENDO?

Sono ormai alcuni anni che l'I. Manzetti ha dato ai Consigli di classe la possibilità di decidere le modalità della sospensione da scuola degli alunni da sanzionare.

I ragazzi e le vicende nelle quali restano coinvolti sono sempre diverse e ogni Consiglio di classe decide caso per caso se è più opportuno sospendere semplicemente l'alunno dalla frequenza alle lezioni oppure se assegnare qualche attività da svolgere all'interno della scuola come previsto dallo Statuto degli studenti e delle studentesse e dal Regolamento di Istituto che prescrive di favorire i lavori socialmente utili. Questa seconda opzione è stata particolarmente gradita al corpo insegnanti dell'Istituzione: da quando vi è questa possibilità sono 5 i ragazzi che - sospesi dalle lezioni - sono stati invitati a svolgere un'attività di volontariato a fianco dei ragazzi diversamente abili.

“La neo assessore all'istruzione Chantal Certan si è dichiarata interessata a quanto accade nelle scuole piemontesi dove vengono proposti lavori socialmente utili presso associazioni di volontariato al posto della sospensione dalle lezioni, ma questo principio è già accolto nella nostra istituzione” – dichiara la dirigente scolastica dell'I. Manzetti Susanna Occhipinti.

“Arriviamo alla sospensione come extrema ratio. Purtroppo però abbiamo più volte notato che i leader negativi, i cosiddetti bulli, possono considerare il provvedimento un motivo di vanto agli occhi dei coetanei. Così l'effetto deterrente della punizione viene meno e quello riabilitativo è nullo. Allora, abbiamo pensato sì di allontanare il bullo dalla sua classe, dal suo branco, dalla situazione in cui ha creato disturbo, e di inserirlo in un altro contesto, protetto e controllato, dove con l'educatore di un ragazzo diversamente abile svolge attività di supporto. A fine mattinata, poi, l'alunno è tenuto a scrivere una relazione sull'esperienza vissuta aumentando così la consapevolezza della propria condizione di vita e della condizione degli altri. Per noi è questa una bella possibilità di crescita e di maturazione per il ragazzo difficile, che non deve essere escluso dalla scuola ma, come è nella nostra filosofia, accolto come e più degli altri”.

“Prima diamo al ragazzo alcune informazioni sul tema della disabilità e poi ci mettiamo insieme al lavoro – spiegano Maurizio Nocerino e Giorgio Fossati, i due educatori del Manzetti che sono stati coinvolti nell'iniziativa. In questo modo, il ragazzo può toccare con mano quanto teoricamente appreso facendo un'esperienza stimolante ed arricchente”.

È interessante notare come i ragazzi che più degli altri danno problemi di disciplina in classe, tolti dal contesto, si trasformano positivamente e dimostrano serietà, sensibilità e umanità. Per loro prima di tutto ma anche per i docenti quest'esperienza rappresenta un'occasione per cancellare un marchio sull'adolescente, superando un'immagine negativa che non può e non deve cristallizzarsi.

“Non dimentichiamo inoltre anche il vantaggio dal nostro punto di vista – aggiungono gli educatori. Gli stessi ragazzi diversamente abili traggono beneficio dalla situazione potendo vivere un rapporto diretto con coetanei che, normalmente, pur avendo creato qualche motivo per essere allontanati dalle classi, rivelano sensibilità fuori dall'ordinario”.